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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


Le MEDICINE Non CONVENZIONALI DEVONO ESSERE RICONOSCIUTE
Ippocrate, padre della medicina moderna, ha detto 2400 anni fa: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino

Una Legge POPOLARE sulle Medicine Non Convenzionali
Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare,
senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale.
Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del
Naturopata
e dell'operatore delle Discipline BioNaturali, mentre in altre nazioni UE si !

In Italia esistono solo delle leggi regionali. Per questo motivo è nato un Progetto Popolare:
Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali
Vuoi aiutarci ? Firma subito ! Hanno già firmato 8.000 persone.

http://www.UnaLeggePerLeMedicineNonConvenzionali.it


Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea


"Noi medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di "professori"
che hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto
."
By  Dott. Giuseppe De Pace (medico ortopedico ospedaliero)


Comitato " Primo NON nuocere"

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TERAPIE NON CONVENZIONALI
vedi: LIBERTÀ' di SCELTA, quindi di CURA  +  MEDICINE non CONVENZIONALI


La presente proposta parte da una volontà manifesta di ampie parti della popolazione italiana, di assicurarsi il diritto all'autodeterminazione in materia di prevenzione e cura, in materia di Salute.
Il monopolio medico sancito per legge - vedi divieto dell'esercizio della professione medica senza la prescritta autorizzazione - è di fatti superato per due ragioni:
E' venuta meno la fiducia della gente in una professione che non ha saputo trasformarsi per inglobare nuove tecniche non invasive, e che è percepita ormai come inefficiente e serva delle prescrizioni delle multinazionali del farmaco, con la colpa, almeno in parte, della crescita smisurata delle spese sanitarie.
Si è vista e si vede tuttora in corso una grande trasformazione del pubblico stesso da gregge da tutelare e proteggere a soggetti maturi, in grado di apprendere informazioni sul proprio stato di salute e di scegliere in autonomia la strada da seguire ed il professionista da interpellare, e molte volte il professionista non è più il medico di famiglia, quello convenzionale, ma uno di quei soggetti che praticano quello che il Parlamento Europeo ha chiamate le "medicine non convenzionali".
Alcune delle discipline - un elenco delle quali sarebbe in ogni caso limitativo - hanno ottenuto un riconoscimento in qualcuno dei stati membri. Alcune hanno elaborato delle proposte di legge per il loro riconoscimento in Italia ed esiste perfino una proposta a firma dei deputati Galletti, Procacci ed altri, intitolata "disciplina delle terapie non convenzionali e istituzione dei registri degli operatori delle medicine non convenzionali", la quale nomina sette indirizzi distinti di terapia e probabilmente nega l'esistenza di altrettanti.
Pare però che il problema non è più quello del "riconoscimento" di una o dell'altra corrente di pensiero e pratica medica alternativa o complementare. Siamo già passati oltre quel punto dove, con il riconoscimento e l'inglobare, come propongono Galletti e Procacci, di alcune delle meglio articolate correnti ne "la medicina" - quella ufficiale - si potrebbe rimettere il tappo alla situazione e continuare come se niente fosse.
Bisognerà avere il coraggio di voltare pagina.
Anche la Germania, finora considerata quasi un modello per quanto riguarda la medicina "alternativa", sente il peso di una regolamentazione non più al passo con i tempi.
La legge degli "Heilpraktiker", i praticanti delle cure non-mediche autorizzati dallo stato, risale al 1939. Quella legge istituì una eccezione al divieto dell'esercizio della professione medica per i non medici, istituendo un permesso delle autorità. Il permesso non è facile da ottenere e necessita di uno studio approfondito, generalmente di due anni, per soddisfare le autorità che il futuro Heilpraktiker non sia fonte di pericolo per la salute dei suoi pazienti.
Si badi che quello studio non è sulle tecniche terapeutiche da applicare bensì solamente su concetti di base della medicina e sui limiti ai quali è sottoposto l'operato del terapeuta.
Le autorità sanitarie tedesche mancano di personale qualificato a sufficienza. Non riescono ad assicurare lo smaltimento delle domande di esami senza che siano necessari tempi di attesa anche lunghi.
D'altra parte si è accorti che esistono delle forme di cura che ben poco hanno a che fare con la medicina in senso tradizionale, come per esempio le cure spirituali, la pranoterapia ecc., che non richiederebbero una preparazione da Heilpraktiker.
Per quelle forme di cura infatti, lo studio imposto dalla legge non solo non apporta nessun elemento utile al fine della formazione del terapeuta, ma impone uno spreco di tempo non giustificabile sotto l'aspetto della tutela della salute del paziente.
Così la Federazione per le Cure Spirituali (DGH - Dachverband Geistiges Heilen e.V., Schönbrunn) ha fatto la proposta di esentare le cure spirituali dall'obbligo del permesso statale.
Una innovazione significativa e forse degna di studio approfondito per la sua applicabilità in Italia invece, viene dall'Olanda con una legge approvata il 9 novembre 1993, la "legge per la riforma delle professioni della salute".
Ritengo utile riportare la legge olandese qui in modo più dettagliato, perché con essa viene introdotto un nuovo concetto e viene infatti percorsa una strada che al contempo assicura la qualità delle prestazioni sanitarie, tutela la salute e l'incolumità del cittadino malato e permette la più ampia scelta in materia di metodologie di cura.
La nuova legge olandese è una legge quadro da essere completata con decreti specifici e sostituisce tutte e dodici le norme legislative preesistenti sulle professioni sanitarie.
La nuova norma fa un passo significativo nell'abbandonare il vecchio divieto dell'esercizio della professione medica senza autorizzazione, aprendo così il campo delle cure e della salute a tutti, specialmente a tutte le professionalità che sono cresciute nel campo della medicina alternativa. All'utente viene data la possibilità di scegliere liberamente, a quale terapeuta rivolgersi.
Per prevenire, dall'altro canto, rischi inaccettabili per la salute derivanti da incompetenza professionale, certe procedure vengono escluse in modo specifico, cioè vengono riservate a determinate figure professionali. Inoltre viene introdotto il divieto di agire in modo da arrecare danni alla salute di una persona.
Qui segue una breve rassegna delle singole disposizioni della nuova legge olandese:

1) Qualità:
La legge crea le precondizioni per lo sviluppo e il monitoraggio di standard di qualità nella sanità individuale. Se necessario, si potrà intervenire con decreti per dare altre regole a certi aspetti qualitativi come l'aggiornamento professionale, ecc.

2) Protezione dei titoli:
La scomparsa del divieto dell'esercizio della professione medica senza autorizzazione significa la fine del sistema delle professioni protette. L'esercizio delle funzioni mediche non è più ristretto a certi professionisti medici. La nuova legge introduce un sistema di protezione dei titoli di un numero limitato di professioni.
La protezione dei titoli può avvenire per legge o per decreto ministeriale. La differenza principale è che l'albo delle professioni solo nel primo caso viene istituito e mantenuto dal governo. La legge stessa individua otto professioni a titolo protetto che hanno dei regolamenti per quanto riguarda i corsi di studio e le competenze professionali. 
Le funzioni ristrette (vedi sotto) ricadono in una o nell'altra di queste otto professioni. 

Si tratta delle seguenti professioni:
- medico;
- dentista;
- chimico farmaceutico;
- psicologo clinico;
- psicoterapeuta;
- fisioterapeuta;
- ostetrica;
- infermiera;

3) Registrazione:
Sono stati istituiti registri ufficiali per quelle otto professioni. Può esercitare solamente chi è iscritto nel relativo registro.
La registrazione non è automatica. Necessita di domanda e del pagamento di una tassa. E' previsto anche un limite temporale dell'iscrizione con la necessità di ripresentare la domanda e una conseguente valutazione della competenza professionale. 
Il registro è aperto al pubblico, cioè può essere ispezionato sia dalla persona stessa che dal pubblico in generale.
La registrazione delle altre professioni è volontaria ed è previsto che sia applicata soprattutto a professioni paramediche, come per esempio logopedista, igienista dentale e dietologa. I decreti applicabili a quel tipo di professione detteranno regole di studio e daranno una definizione dell'area di competenza. La legislazione proteggerà l'uso del relativo titolo. Il governo non istituirà però un registro, che potrà invece essere istituito dalle società professionali.

4) Specializzazioni:
Nel corso degli anni si sono sviluppate delle specializzazioni che non avevano finora delle regole individuali.
La nuova legge permette di dare dei regolamenti a queste specializzazioni, proteggendone il titolo ed assicurando la competenza degli operatori.

5) Le procedure riservate:
Il principio di base della nuova legislazione è che l'esercizio della medicina è aperto a tutti. 
Ma la legge fa certe eccezioni a questa regola. Alcune procedure possono essere messe in atto solo da professionisti autorizzati per legge. Queste sono le procedure che comportano un alto grado di rischio per il paziente se utilizzate da persone non esperte.
E' un fatto penale l'utilizzo di queste procedure senza la dovuta autorizzazione. 
Si tratta di:

- procedure chirurgiche;
- procedure ostetriche;
- utilizzo di cateteri ed endoscopie;
- punture ed iniezioni;
- anestesia generale;
- procedure che richiedono l'impiego di sostanze radioattive e delle radiazioni ionizzanti;
- cardioversione;
- defibrillazione;
- terapia elettroconvulsiva;
- litotripsia;
- inseminazione artificiale.

Le procedure riservate possono essere utilizzate da due gruppi di persone: quelle che hanno l'autorizzazione diretta e quelle che possono utilizzare una procedura su ordine di un professionista autorizzato. Autorizzazione diretta è data dalla legge ai medici, ai dentisti ed alle ostetriche, specificando per ogni professione quali sono le procedure ammesse.
Sono state stabilite anche delle regole sotto le quali un professionista non autorizzato può utilizzare delle procedure ristrette, su ordine sempre di un professionista autorizzato.

6) Codice Disciplinare:
Le professioni regolamentate per legge avranno un loro codice disciplinare; le leggi civili e penali non contengono strumenti adatti a questo scopo. La revisione dei vecchi codici disciplinari è diretta verso una maggiore apertura al pubblico delle procedure.
Le misure disciplinari sono gradate e vanno dal semplice avvertimento alla radiazione del nominativo dal registro. 
Le persone radiate per ragioni disciplinari non possono essere riammesse.
Chiaramente, ho potuto descrivere questa nuova legislazione solamente a grandi linee.
La pubblicazione informativa del Ministero della Sanità olandese, sulla quale mi sono basato per questi cenni, è comunque disponibile a chi ne fa richiesta, anche via fax.
Certamente, non ho la possibilità di proporre una seria riforma delle leggi sanitarie italiane sul modello olandese. Questo sarebbe un lavoro per una commissione da istituire.
Credo però che sia indispensabile adottare un nuovo approccio su questo complesso problema anche qui in Italia.
Occorre essere coraggiosi nel ribaltare vecchie logiche e vedere la situazione in un'ottica nuova.
Per questa ragione riproporrò la bozza di proposta elaborata nel mese di marzo di quest'anno, con modifiche per tenere conto dei molti commenti che ho ricevuto dalle varie associazioni, scuole e da individui, così come della recente legislazione olandese, che credo abbia colto l'importanza dei cambiamenti in atto ed abbia dato una risposta moderna, al passo con i tempi, al problema della libertà di scelta.
A scanso di equivoci ripeto ancora una volta che sarebbe preferibile impostare il lavoro in Italia in modo simile a quello della legislazione olandese, cioè con una revisione delle leggi sanitarie esistenti.

Bozza del Settembre 1998
Proposta di Legge - Libertà di scelta terapeutica
Articolo 1
La Repubblica italiana riconosce il principio della libertà delle scelte terapeutiche adottate dal singolo cittadino.
Articolo 2
Il medico è libero di adottare, nell'interesse della salute dei suoi pazienti, le terapie a suo giudizio più efficaci.
Articolo 3
Chiunque è libero di esercitare l'attività terapeutica, con l'eccezione delle procedure riservate ai medici elencate nel seguente articolo.
Articolo 4
E' riservata al medico l'autonoma attuazione delle seguenti procedure:
a) le procedure chirurgiche;
b) le procedure ostetriche;
c) l'utilizzo di cateteri e l'endoscopia;
d) punture ed iniezioni, con l'eccezione dell'agopuntura, che può essere esercitata dagli agopuntori non medici.
e) l'anestesia generale;
f) le procedure che richiedono l'impiego di sostanze radioattive e radiazioni ionizzanti;
g) la cardioversione;
h) la defibrillazione;
i) la terapia elettroconvulsiva;
k) la litotripsia;
l) l'inseminazione artificiale.

Le procedure di cui alla lettera b) possono essere attuate autonomamente anche dalle ostetriche.
Il medico può, sotto la sua responsabilità, delegare del personale non medico, ad eseguire delle procedure riservate per le quali la persona è qualificata.
Articolo 5
Gli indirizzi diagnostici e/o terapeutici non convenzionali, possono istituire liberamente le loro società professionali, con lo scopo di dare regole uniformi ai loro programmi di insegnamento, eventuali diplomi di abilitazione e codice deontologico.
Articolo 6
Al solo scopo della protezione del titolo professionale, le società o associazioni rappresentative dei singoli indirizzi diagnostici e/o terapeutici non convenzionali possono fare richiesta del riconoscimento ministeriale.
Articolo 7
Il Ministro della Sanità accerterà la presenza dei seguenti requisiti minimi organizzativi a garanzia della stabilità nel tempo dell'organizzazione di cui all'art. 6.

a) l'esistenza di un codice deontologico della professione;
b) l'esistenza di un programma strutturato di insegnamento della materia;
c) l'esistenza di almeno una scuola e/o un istituto di formazione sul territorio nazionale;
d) la presenza di un elenco dei terapeuti operanti in Italia riconosciuti dalla società professionale.

Alla comunicazione della società professionale che espone la presenza dei requisiti di cui sopra, il Ministro risponderà entro 90 giorni con comunicazione affermativa, con una richiesta di integrazione dei dati o con un diniego, che deve recare motivazione specifica.
La assenza di risposta entro 90 giorni dalla data della comunicazione, così come il diniego ministeriale possono essere impugnati dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.
Nel caso di risposta positiva del Ministro o di decisione affermativa della magistratura amministrativa, il titolo professionale per il quale è stato chiesto la protezione, verrà iscritto in un elenco da aggiornare all'occorrenza, e che verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con decreto del Ministro della sanità.
Articolo 8
E' fatto divieto di utilizzare un titolo protetto a chiunque non abbia ottenuto l'autorizzazione della società professionale.
Articolo 9
Il Ministro della Sanità crea le premesse per assicurare la disponibilità sul mercato nazionale dei medicinali e dei presidi necessari per l'esercizio delle terapie non convenzionali. I medicinali necessari alle terapie non convenzionali vengono registrati con procedura semplificata da stabilire con decreto ministeriale. Al fine della definizione della procedura da adottare per la registrazione ed al fine di non ostacolare la disponibilità dei medicinali, il Ministro della Sanità formerà una commissione per ciascun indirizzo terapeutico che ha necessità di medicinali specifici.
Detta commissione sarà composta da un pari numero di esperti dello specifico indirizzo terapeutico e di esperti nel controllo e la registrazione dei medicinali e dovrà proporre una procedura che soddisfi sia l'esigenza della disponibilità che l'esigenza della qualità ed innocuità di detti medicinali.
La procedura non dovrà valutare in nessun caso la efficacia dei medicinali da registrare.
Articolo 10
I medicinali così registrati dovranno essere inclusi nella farmacopea in una sezione apposita per ciascun indirizzo di terapia.
Articolo 11
Chiunque, non avendo conseguito il relativo diploma, utilizzi il titolo professionale di uno degli indirizzi di diagnosi e/o terapia non convenzionale protetti ai sensi degli articoli 6, 7 e 8 della presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da lire un milione a sei milioni.

Discipline delle professioni sanitarie non convenzionali esercitate da operatori non medici

Articolo 1
(Finalità e oggetto della legge)

La Repubblica Italiana riconosce l'esistenza di attività professionali nell'ambito della prevenzione, del mantenimento della salute e dello stato di benessere delle persone denominate naturopata, osteopata, chiropratico, operatore shiatsu, riflessologo.

Nell'interesse supremo dei pazienti lo Stato garantisce un'adeguata qualificazione professionale degli operatori sanitari propri degli indirizzi terapeutici non convenzionali, ovvero delle terapie non vigilate ai sensi dell'articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, promuovendo l'istituzione di appositi corsi di formazione controllandone l'attività e reprimendo l'esercizio per fini illeciti delle seguenti professioni.

Articolo 2
(Definizione delle professioni)

1. Il Naturopata esercita un'attività paramedica nel campo dell'informazione sulla salute, delle prevenzione igienico-sanitaria, nonché nell'ambito del sostegno a terapie mediche.
Il Naturopata, prima di impostare una terapia, deve avvalersi di una diagnosi medica scritta.
Il titolo di Naturopata è rilasciato da Istituti scolastici pubblici o privati al termine di un corso articolato su tre anni, con frequenza giornaliera, esami annuali e un esame finale.
Possono iscriversi ai corsi di naturopatia coloro che hanno conseguito in diploma di scuola media secondaria.
Il Naturopata può operare all'interno delle strutture sanitarie pubbliche e private.

2. L'Osteopata esercita una attività sanitaria nel campo dell'informazione, della prevenzione e cura svolgendo un ruolo completamente alle terapie mediche. L'Osteopata può avvalersi di terapie manipolative.
Il titolo di Osteopata è rilasciato da Istituti scolastici pubblici o privati al termine di un corso articolato su cinque anni con frequenza giornaliera, esami annuali e un esame finale, o su sei anni a tempo parziale con un numero di ore equiparate alle scuole europee. Possono iscriversi ai corsi di Osteopata coloro che hanno conseguito un diploma di scuola media secondaria. L'Osteopata può operare all'interno delle strutture sanitarie pubbliche e private.

3. Il Chiropratico interviene con la manipolazione degli arti o dei muscoli per riportare a una corretta postura il paziente affinché avvenga una corretta trasmissione nervosa. Il titolo di Chiropratico è rilasciato da istituti scolastici pubblici o privati al termine di un corso articolato su tre anni con frequenza giornaliera, esami annuali e un esame finale. Possono iscriversi ai corsi di Chiropratico coloro che hanno conseguito un diploma di scuola media secondaria. Il Chiropratico può operare all'interno di strutture sanitarie pubbliche o private.

4. L'operatore Shiatsu si avvale di terapie manipolative.
Il titolo di operatore Schiatsu è rilasciato da Istituti scolastici pubblici o privati al termine di un corso articolato su tre anni con frequenza giornaliera, esami annuali e un esame finale. L'operatore Shiatsu può operare all'interno delle strutture sanitarie pubbliche e private.

5. Il massaggio Riflessologico, detto anche massaggio zonale, una tecnica che trova applicazione ottimale sui piedi e sulle palme delle mani, dove hanno sede punti di corrispondenza con tutte le altre parti del corpo.
La pressione su questi punti va a stimolare gli organi corporei e i processi fisiologici a esso collegati, consentendo all'organismo nel suo complesso di reagire e di ristabilire lo stato ottimale di salute. Il titolo di operatore di massaggio riflessologico viene rilasciato da Istituti scolastici pubblici o privati al termine di un corso articolato su tre anni con frequenza giornaliera, esami annuali e uno finale. L'operatore di massaggio riflessologico può operare all'interno delle strutture sanitarie pubbliche e private.

Articolo 3
(Registri degli operatori della salute non medici)

1. Presso l'ordine dei medici sono istituiti i registri degli operatori non medici.

2. I registri degli operatori non medici sono cinque: uno per i naturopati, uno per gli osteopati, uno per i chiropratici, uno per gli operatori shiatsu e uno per i riflessologi.

3. Ai registri degli operatori della salute possono iscriversi coloro che sono in possesso del diploma rilasciato da Istituti Universitari o scuole private riconosciute dal Ministero dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica.

Articolo 4
(Commissione permanente)

1. Il Ministro della sanità, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, istituisce, presso il Ministero della sanità, una Commissione permanente sulle suddette professioni.

2. La Commissione di cui al comma 1. è composta da sette membri scelti dal Ministero della sanità secondo i seguenti criteri:

a) cinque membri scelti in qualità di esperti riconosciuti per ogni disciplina;

b) un rappresentante del Ministro della sanità con funzione di Presidente;

c) un rappresentante del Ministro dell'università e ricerca scientifica e tecnologica.

3. La commissione di cui al comma 1. è nominata con decreto del Ministro della sanità e dura in carica tre anni a decorrere dalla data di nomina: il segretario della commissione è un funzionario del Ministero della sanità.

4. Le eventuali spese per il funzionamento della commissione di cui al comma 1. sono a carico del Ministero della sanità che vi provvede nell'ambito degli stanziamenti di bilancio esistenti.

5. La commissione presenta al Ministro della sanità un rapporto annuale sul lavoro svolto.

Articolo 5
(Compiti della Commissione)

1. La Commissione svolge i seguenti compiti:

a) verifica il programma di studio degli istituti scolastici pubblici e privati delle Università pubbliche e private abilitati a rilasciare il diploma di operatore non medico per le professioni indicate all'articolo 2;

b) riconosce i titoli di studio equipollenti conseguiti in Paesi non facenti parte dell'Unione Europea;

c) promuove la corretta divulgazione delle tematiche legate alle suddette professioni.

Articolo 6
(Formazione in naturopatia, osteopatia, chiropratica, shiatsu e riflessologia)

1. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, promuove l'istituzione dei corsi di formazione.

2. Gli istituti di formazione, singolarmente o in associazione, che ne facciano richiesta e che possano attestare, documentando l'attività svolta, la conformità ai principi del comma 3 del presente articolo possono chiedere il riconoscimento al presidente della Repubblica, secondo le procedure di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982 n. 162.
La Commissione permanente di cui all'articolo 4 può chiedere la revoca del riconoscimento in caso di riscontrata mancata conformità alle disposizioni di cui al comma 3.

3. I corsi di formazione devono comprendere un iter di formazione e un esame di qualificazione:

a) la durata minima dell'iter di formazione specifico è di tre anni, per un totale complessivo di almeno duecentosessanta ore, delle quali almeno trenta ore di pratica;

b) l'iter di formazione nella sua unitaria costituzione, può essere articolato in più corsi anche autonomi di diverso livello per il conseguimento di titoli finali adeguati al rispettivo livello, fermo restando che il titolo di esperto in una o più professioni è rilasciato solo al termine dell'iter completo di formazione;

c) le università, statali e private, e le scuole riconosciute devono garantire lo svolgimento dell'iter di formazione specifico e il programma fondamentale di insegnamento, con un numero minimo di almeno dieci docenti.

Articolo 7
(Compiti delle regioni e delle province di Trento e Bolzano)

1. Le regioni e le province di Trento e Bolzano, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono affinché le aziende sanitarie locali, istituiscano servizi ambulatoriali e ospedalieri per la cura con le terapie non convenzionali.
A tale fine sono consultate le analoghe istituzioni presenti negli altri Stati membri dell'Unione Europea.

Articolo 8
(Norme transitorie)

1. Entro sei mesi dell'entrata in vigore della presente legge, l'iscrizione ai registri di cui all'articolo 3 è effettuata su semplice richiesta degli interessati previa presentazione del proprio curriculum professionale di studi, corsi e pubblicazioni.
Gli Ordini devono istituire una commissione composta da esperti delle varie professioni indicate all'articolo 2.
Qualora la commissione non ritenga sufficiente il curriculum il professionista deve superare l'esame finale previsto nei corsi riconosciuti dal Ministero della Sanità.
vedi: Falsita' della medicina ufficiale + Medici impreparati +
 Fisica dell'Intenzione, un nuovo modo di fare Medicina

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

Case farmaceutiche e Corruzione: lo scandalo planetario della Glaxo Smith Kline - 26/04/2014
https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/26/case-farmaceutiche-e-corruzione-lo-scandalo-planetario-della-glaxo-smith-kline/964564/

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....vedi anche: Medicina Quantistica
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