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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


PROGETTO di VITA
.......INFINITA  - Parte 3
....Parte 1  +....Parte 2  +  PsicoBioFisica
COSMOLOGIA e COSMOGONIA  Energia COSMICA = InFormAzione
(Modalità, Scopi e Finalità della Manifestazione, "creazione", continua dell’Universo, nell'InFinito (E+ ed E-)
I 5 Sistemi che muovono e governano l’UniVerso, vedi: http://freeweb.supereva.com/cosmos.freeweb/index.htm?p

L'Olopatia (*), che, a dire il vero, non ha ancora oggi alcun nome « ufficiale », ma mi  sembra  nondimeno  ricca  di futuro. Utilizza il prefisso greco « Holos », che significa intero, totale. È la medicina che considera il corpo e lo Spirito (informazione) come inseparabili l'uno dall'altro, che siano « in equilibrio » (in salute) o «in disequilibrio» (malati).
A noi la cosa appare come un'evidenza:  corpo e spirito formano una sola   unità,   e   l'uno   influisce   sull'altro.  
Ma   Aristotele   ci aveva già avvertiti:  «Davanti alle cose più chiare gli uomini  sono  come  i  pipistrelli davanti  alla  luce:   sono  ciechi ». Ritorneremo tra poco sull'Olopatia.
(*) (NdR: L'olopatia, è la terapia dello spirito e del fisico, (olistica) ma vuol anche curare mediante lo scambio memoria (informazione) i punti caduti in squilibrio. Il processo si verifica perché ogni particella tende per natura ad accrescere la propria informazione memorizzata, inizia a scindersi ed a creare, perciò, una situazione di squilibrio e di distomia.
I fenomeni elettromagnetici o altre concepibili forme di energia, purché emesse con le frequenze corrette di luce, tendono a riallineare-riordinare l'informazione e quindi la memoria, richiamando l'ordine originari).

Richiamo su « come siamo fatti »
Per sapere come bisogna curarsi quando si è malati sarebbe opportuno conoscere con molta esattezza come siamo fatti, e come « funzioniamo », quando stiamo bene. Questi sono i compiti principalmente dell'anatomia e della psicologia. E, da due o tre secoli a questa parte, le nostre conoscenze in materia si sono molto accresciute.

Ma, come ben presto ci si rende conto, siamo ancora lontano dal conoscere con precisione come « procede » la Vita.
Si domandi ad un biologo come, per esempio, funzioni una semplice cellula, quali siano i fattori che dirigono la sua duplicazione o la sua riproduzione, come funzionano gli enzimi, come interagiscono una cellula ed un virus... e mille altre domande ancora.
Il biologo, certo, vi dirà molte cose, non esiterà anche a dirvi (come Jean-Pierre Changeux) che si conosce « tutto » del metabolismo cellulare. Ma tutto ciò che egli conosce è ancora ambiguo, impreciso, suscettibile (come si è già sottolineato) di modificarsi completamente tra qualche anno.
Certe volte, noi, gli esseri umani, ci abbandoniamo alla meraviglia per il nostro sapere, quando si constata che, da poco, siamo in grado di conoscere un briciolo dei meccanismi che accompagnano lo sviluppo di un ovulo fecondato: ma, in realtà, di fronte a questo fenomeno siamo ancora puri « spettatori », si « mettono le cose a posto »... e, poi, si lascia fare alla Vita, che sarà la sola capace di creare veramente e, se lo desidera, di portare le cose a termine, secondo metodi che, anche se semplicemente  per  grandi  linee,  sono  conosciuti  soltanto  da  lei.

Paradossalmente, è in modo indiretto che apprenderemo di più sul funzionamento della Vita, rivolgendoci al più semplice, e persine alla cosa più semplice di tutte, la particella detta elementare, quella che forma ogni cosa, che è il mattone con cui edifica tutto, da se stessa fino alle stelle. Ci rivolgeremo dunque verso il fisico, e gli domanderemo in che modo e di che cosa è fatta la Materia; e, questione primordiale, quali sono i suoi scopi, poiché sono tali scopi che ci aiuteranno in seguito ad intuire (se non ad identificare sperimentalmente), la « meccanica » degli oggetti che essa costruirà.

Ed eccoci ritornati dove eravamo partiti in questa opera: tutto comincia con la memoria.
La Relatività complessa ci ha fornito un « modello » della particella di Materia, un modello che è scaturito a conclusione di ricerche teoriche e sperimentali della Fisica del XX secolo, un modello che ci ha in primo luogo sorpreso spiegandoci che, contrariamente a quanto ci suggeriva il nostro « naturale » antropocentrismo, vi era una parte del mondo che non percepivamo, e che tuttavia esisteva, ma che per maggiore prudenza abbiamo cominciato a chiamare « l'Immaginario ».
Poi, a poco a poco, abbiamo constatato che tutta l'energia dell'UniVerso si situava nell'Immaginario; che, in breve, fin qui, non si era visto gran che della nostra dimora, che il nostro mondo « si nascondeva » accuratamente. In seguito, eccoci infine ritornare sui nostri passi, e constatare che, fino ad oggi, non si riusciva a vedere niente perché si cercavano le particelle là dove esse non erano, le si riteneva essenzialmente « materia » quand'esse sono essenzialmente « spirito ». E, dopo un momento di stupore, in cui le cose erano infine messe « a posto », si è trovato ciò accettabile... prima che, in poco tempo, ne sono certo, la cosa venga ritenuta « normale ».

Credo comunque che la grande « scoperta », non si insisterà mai troppo su questo punto, la sì debba alle parti-celle stesse, con la scoperta dell’Unione. È attraverso questo mezzo meraviglioso che le particelle riusciranno a moltiplicare la Coscienza nell'UniVerso, e praticamente riusciranno, come abbiamo detto, a mettere « in moto » la Vita.
L'Unione è anche l'Amore. E quanto comprendiamo da Gesu’ il Nazareno detto il Cristo, che è venuto per dirci che l'Amore era la prima forza del mondo, che essa soltanto sarebbe riuscita a trasformare il nostro UniVerso in un giardino dell'Eden. Grazie, mio Dio !

Siamo,  prima  di  tutto,  degli Esseri  Spirituali
Certo, siamo anche degli esseri materiali: non vi è alcun dubbio che abbiamo anche un corpo; ma si è creduto che questo corpo fosse solo, o, in ogni caso, l'aspetto essenziale, ma ora occorre sottolineare che siamo anche esseri spirituali.
Lo abbiamo visto in particolare con il fenomeno dell'Unione, cosi importante nella duplicazione di due particelle. Ciò che è duplicato, è la memoria di ciascuna delle particelle, che diviene la memoria comune di tutte e due. E la memoria, che lo si voglia o meno, è prima di tutto di natura spirituale.

È vero, i libri di biologia ci insegnano che, nella duplicazione cellulare, quando due cellule si sdoppiano, vi è creazione di materia a partire dai materiali « inerti » dell'ambiente esterno; vi è anche duplicazione dei cromosomi, portatori dei caratteri genetici.
 E, a ben riflettervi, a livello superiore (le cellule in luogo delle particelle), i due fenomeni si rassomigliano, nella duplicazione cellulare e nell'Unione delle particelle.
Tanto meglio se i fenomeni sono analoghi: e, d'altronde, non bisognava forse attenderselo ?
Non saremmo stati forse sorpresi, e forse che non avremmo anche gridato allo scandalo, se la riproduzione avesse proceduto da principi completamente differenti ? Ma, quando vi si rifletta un po', si vede che si tratta di tutt'altra cosa nell'Unione cellulare, che essa è essenzialmente una riproduzione  spirituale.

In primo luogo, come abbiamo detto, ciò che viene duplicato è qui direttamente, informazione, e non sono ma­teriali.
Si avrà un bel pretendere che informazione « è materia »:   si   vede  bene  come  qui   si  giochi   con   le  parole.

L'informazione di cui si tratta è qui ben definita, sono le componenti del campo sigma: è stata precisata la loro natura elettromagnetica, e si comprende come sì tratti di informazioni poiché sono le condizioni iniziali di un campo elettromagnetico « di fusione », condizioni che tendono a modellarsi direttamente sulle « forme » del mondo esterno. Queste informazioni hanno la qualità essenziale (evoluzione neghentropica) di potersi memorizzare nel tempo, vale a dire di potersi cumulare. Invece di ciò, io non insegnerò a nessuno che il « bagaglio genetico » non è per niente direttamente interpretabile, e che si sarebbe davvero incapaci di dire in che modo i famosi « geni » siano rappresentativi  di caratteri.

Con la duplicazione cellulare ci si accontenta di osser­vare in modo macroscopico e « qualitativamente » l'evoluzione del fenomeno, e qualitativamente a livello dei geni, che sono ancora fatti di miliardi di particelle: come si può avere la pretesa di «seguire» fisicamente in questo modo l'evoluzione microscopica del fenomeno ? Con l'Unione delle particelle noi abbiamo il dettaglio di ciò che accade, ed anche le equazioni (di spin zero) che lo descrivono.

E, soprattutto, poiché si ha nel dettaglio la rappresentazione del fenomeno dell'Unione, alla base della creazione di un Organismo, avremo anche « delle idee » su ciò che converrà fare quando l'Organismo si mette « fuori equilibrio », quando cioè « cade malato ». Avremo degli argomenti per raggiungere lo scopo di ogni Medicina, e di non andare verso il riequilibrio del corpo e della psiche spesso « alla cieca ». È
 vero, tanto l'allopatia quanto l'agopuntura o l'omeopatia ecc., hanno buon esito e curano talvolta: ma, do­mandate oggi ad un medico di giustificare interamente i risultati che consegue, sarà spesso assai in imbarazzo.

L’Olopatia annette, in primo luogo, un'importanza uguale al corpo e alla psiche: non già perché si tratta di una « moda », o perché « vale la pena di tentare » anche questa strada, ma perché si è discesi fino al « modello » più elementare della costituzione del corpo e dell'anima dell'essere umano, e perché si cerca con gli occhi aperti; semplicemente « con gli occhi aperti »; ma chi potrebbe contestare che ciò È già molto ?
Non si è certi di riuscire ogni volta, dato che in ogni medicina « si tenta », ma si tenta « con gli occhi aperti », e a volte si constata che, attualmente, è ancor più saggio non fare niente piuttosto che fare qualcosa. Giacché se ne sa ancora troppo poco. Dicendo ciò, sono consapevole di andare contro molti dei nostri medici.
Poco importa, e come scrivevo sulla rivista Planète del maggio 1963 (sono trascorsi ormai più di venti anni !):
« Se mi fosse data l'opportunità di penetrare il segreto della Vita, non me la lascerei sfuggire per paura dei sogghigni ».

Regola numero uno dell’Olopatia: il malanno è fatto di pensiero e di materia
Non abbiamo affatto l'intenzione di fare di quest'opera un trattato di Olopatia. Ma desideriamo nondimeno sottolineare ciò che ci sembra debba essere profondamente modificato nella medicina di domani.

Innanzitutto vi è il fatto, e lo abbiamo detto, che faremo riferimento al malato prendendo in considerazione, e facendo si che lo capisca, che egli è al tempo stesso una testa ed un corpo, pensiero e materia; o, ciò che è un'altra maniera di esprimersi, che egli è simbolo e forma. E' un elemento dominante dell'Olopatia: un malato, come un individuo sano, è prima di tutto una unità, vale a dire che il disequilibrio responsabile della sua malattia trae le sue origini nel disequilibrio sia dei funzionamenti del suo spirito che del suo corpo.
Mi si dirà che non si tratta di una cosa nuova, che i medici che ritengono che il caso del loro malato sia di competenza della « psicosomatica » e la loro malattia sia di origine psichica, è noto da molto tempo; e i suddetti malati ne traggono in generale grandi benefici. Il mio amico dottor Pierre Solié ha scritto proprio questo nel suo libro Medicine et Homme total, e, fin dal 1963, ha applicato con successo tale metodo nella sua terapeutica. Tanto meglio, l’allopatia vuole semplicemente insistere su questa tendenza che vediamo profilarsi sempre più nettamente nella Medicina moderna. Ma vorremmo comunque aggiungere alcune precisazioni.
L'equilibrio dell'Uomo, abbiamo detto, dipende al tempo stesso dal suo spirito e dalla sua materia.
Giacché Spirito e materia formano un'unità, lo abbiamo visto quando abbiamo ricercato e definito, nella Relatività complessa, il «modello» di «ciò che è».
L'uno ha, né più né meno, la stessa importanza dell'altra al fine di ristabilire l'equilibrio, quando tale equilibrio è in pericolo. In effetti, si cura una unità, uno spirito ed un corpo, che vengono rappresentati in maniera equivalente con dei simboli o delle forme.
Il medico-allopata, che cura essenzialmente il suo malato cercando di ritrovare le sue forme « di salute », fa, senza saperlo, dell'Olopatia, giacché ristabilisce nello stesso tempo l'equilibrio del suo spirito.
Il medico-agopuntore ed il medico-omeopata fanno lo stesso.
Ma è importante che, tutti e due, sia il medico che il suo paziente ne siano entrambi coscienti.
Perché ?
Perché io credo che il ristabilimento dell'equilibrio funzionale dipenda al tempo stesso dalla maniera in cui ci si rivolge e a chi ci si rivolge. Ancora una volta, non ci si rivolge a dei semplici « meccanismi » quando ci si rivolge ad un organismo, che ha una testa al di sopra del corpo, e che è un oggetto pensante.
Non si conti su di me perché spieghi, per esempio in termini di Fisica, come il fatto di rivolgersi tanto allo spirito che alla materia sia un metodo assai differente da quello che consiste nel rivolgersi alla sola materia: dico semplicemente che l'essere umano, come ogni altra cosa, è « fabbricato » con delle partiCelle che sono al tempo stesso spirito e materia, e bisognerà bene che un giorno si finisca per tenerne conto, anche se si chiama « Scienza », ed anche se ciò non appare « ufficialmente » a quest'ultima in modo cosi chiaro come si vorrebbe (« La scienza è un mulino che è lento a macinare »).

Regola numero due dell'Olopatia:  tentare in primo luogo  di  curare  attraverso  lo  « scambio-memoria »
Un secondo metodo, che è proprio dell'Olopatia, è anch'esso derivato da ciò che ci ha insegnato l'analisi dalla particella di materia di cui è composta ogni cosa e più precisamente dell'Unione durante la quale questa particella crea una duplicazione della memoria.,, e comincia a costruire un organismo che, almeno abitualmente, funziona « bene » e, dunque,  all'inizio,  è « in buona salute ». In che modo procede la « prima » particella, quella che darà il via, per mezzo del fenomeno dell'Unione, alla creazione dell'Organismo ?
Abbiamo visto che le due particelle, A e B, si mettono per un istante a fianco a fianco e testa-piedi (con i loro spin paralleli e invertiti), in modo da procedere ad uno « scambio-memoria », vale a dire che in seguito le due particelle si lasciano avendo ciascuna per memoria A + B, cioè ancora la somma (o l'Unione, in termini di teoria degli insiemi) delle due memorie A e B.
Ecco un meraviglioso metodo di scambio, e (in apparenza) non doloroso... ed è un peccato che non venga impiegato che al momento del concepimento.
La Vita vi è in pieno accordo, ed essa procederà a delle Unioni per tutta la durata dell'edificazione dell'essere: nella misura in cui le particelle costitutive vengono ad essere parte dell'Organismo, si procede con i nuovi venuti ad uno « scambio-memoria », ed abbiamo finalmente un Organismo formato da miliardi di particelle che hanno tutte sostanzialmente la stessa memoria.
A sua volta, ciò permette all'Organismo di « funzionare » come un'unità, in cui ciascuna particella è « libera » del suo comportamento, e in cui nondimeno tutte le funzioni necessarie all'Organismo completo sono continuamente assolte, tutto ciò è già stato spiegato nel capitolo precedente che riguarda la Vita.
Questa operazione dell'Unione ha luogo quando l'Organismo si costituisce, vale a dire prima che l'Organismo divenga ciò che si chiama « adulto ». Ma si vede che questo « schema » non può, in ogni caso, che rappresentare le grandi linee della costituzione di un Organismo (se ne sarebbe  dubitato !).

Un punto importante è, in particolare, che l'Organismo è incompiuto nell'essere umano al momento di ciò che si chiama la nascita. Sembra necessario un lungo periodo affinché l'Organismo completi le sue potenzialità, e ciò non è prodotto (o non è unicamente prodotto) dal fenomeno dell'Unione, ma da quello dell'esperienza della Vita nell'ambiente specifico in cui in  seguito  vivrà; e' cosi che si forma in particolare il cervello, nel corso degli anni che seguono la nascita, durante i quali « si costruiscono » le sinapsi che collegano i neuroni alle fibre motrici, e saranno in seguito attive per tutta la durata dell'esistenza.
È noto, per esempio, che un bambino che non esercitasse la sua vista prima dei tre o quattro anni sarebbe « cieco », e non riuscirebbe a far funzionare normalmente la sua vista; mentre invece un esame degli occhi rivela che egli « dovrebbe » vedere normalmente dato che nessuna lesione anormale inficia la sua vista.
Il fenomeno di Unione non è dunque il solo ad essere responsabile all'inizio della formazione dell'Organismo.

Ugualmente, non è « plausibile » sostenere che il fenomeno dell'Unione entri in gioco soltanto al momento del concepimento: le particelle, che adesso (dopo il concepimento) possiedono dei « sensi » nuovi, esercitano individualmente questi nuovi sensi, vivono dunque individualmente, nello stesso tempo in cui vivono « collettivamente » con l'Organismo al quale appartengono.
Ciò vuoi dire che, con il tempo, le particelle che avevano all'inizio sostanzialmente la stessa memoria, e vivevano dunque « armoniosamente » con un essere unico, disponendo di una memoria unica, tendono ad « individualizzarsi » a poco a poco, e dunque tendono eventualmente a creare degli squilibri locali, o anche a sviluppare un Organismo locale, che avrà la tendenza ad essere espulso dall'Organismo iniziale (rigetto)... o a distruggerlo (un po' come si comportano i virus).

Tutto ciò ci lascia pensare che le particelle che costituiscono il corpo, periodicamente fanno l'esperienza di un nuovo « scambio-memoria », nel corso del quale la loro specifica memoria viene ad « allinearsi » (vale a dire a divenire identica) con ciò che è divenuta la memoria della « prima » particella, quella che ha dato nascita all'Organismo completo.
Ove sussistesse un dubbio al riguardo, sarebbe sufficiente sottolineare che gli organi (salvo il cervello) cambiano completamente il tessuto del quale sono costituiti molte volte nel corso di una vita, le cellule scompaiono e si « ricreano » assumendo materiali dall'ambiente esterno: è il ruolo essenziale della nutrizione. Bisogna proprio che le particelle che vengono a formare i nuovi tessuti, se non vogliono essere « rigettate » dall'insieme dell'Organismo, procedano preliminarmente ad uno « scambio memoria » con le particelle di questo Organismo. In altri termini, è certo che esiste un processo, specifico dell'organismo vivente, che permette alle particelle costitutive di sperimentare regolarmente uno « scambio-memoria ».

Ed è proprio questa osservazione che ci fornirà il mezzo principale dell'Olopatia: ristabilire l'equilibrio cercando di produrre, nei punti dell'Organismo in cui vi è disequilibrio (regioni « malate »), degli « scambi-memoria » locali. Questo non significa che la cosa sia facile...

Guarire... e vivere eternamente
La Medicina esiste da quando l'essere umano possiede la Vita. Abbiamo visto come ogni Organismo, e in particolare l'Organismo umano, sia stato creato dall'Unione delle particelle; ma anche come ciascuna particella avesse una tendenza naturale ad accrescere la propria memoria, e dunque a individualizzarsi.
L'unità originaria tende a scindersi, e il disequilibrio a crearsi. Ma abbiamo anche indicato in che modo l'Organismo cercasse di rimettere le sue memorie « all'unisono », a « riallinearle ». E abbiamo pensato che i fenomeni bioelettrici, e soprattutto il magnetismo, dovessero svolgere un ruolo in questo « riallineamento » delle memorie particolari.

Ma, beninteso, non si tratta che di suggestioni, motivate soprattutto dal desiderio che ha sempre avuto l'Uomo di essere « sano », e di « guarire » quando viene ad allontanarsi da ciò che abbiamo chiamato « l'equilibrio » del nostro essere.
Riteniamo che i fenomeni di « memoria » svolgano un ruolo fondamentale. Deriviamo questa idea da una molteplicità  di fattori.  In  primo  luogo  questa  constatazione che ci ha affidato la Relatività complessa, e che è un aspetto fondamentale della materia: quest'ultima è dotata di memoria, ciascuna particella evolve fin dall'inizio del mondo come voi ed io, cerca di accrescere la propria memoria, a partire dalla propria Coscienza, nel corso del tempo. I
n seguito, la particella « inventa » l'Unione, in cui essa procede con le altre particelle ad uno « scambio-memoria », e crea in effetti il fenomeno, così importante nell'UniVerso, della Vita. Abbiamo visto, infine, come, ad intervalli di tempo determinati, sia necessario per le particelle di « aggiornare » la loro memoria, al fine di evitare i fenomeni di « rigetto », e, più semplicemente, al fine di ristabilire la loro propria unità.

Sono tutte queste idee che ci fanno sognare, e suggeriscono anche una Medicina « differente », una Medicina che deriverebbe le sue regole fondamentali dall'Olopatia. vedi: Medicina Naturale
Ma sarebbe prematuro andare oltre, e voler indicare delle regole più precise, o persino sperimentazioni più avanzate. Come ogni cosa, ciò richiederà del tempo, delle ricerche, con la solita alternanza di successi e di sconfitte.

Il più grande sogno di tutti concerne la Vita stessa: è possibile « prolungare » la Vita, e far si che un adulto ormai avanzato in età possa ritornare ad essere giovane ? Sogno di sempre. Sogno che ha fatto nascere tanti altri sogni. A quando il giorno in cui, come in certi roman­zi di fantascienza, si entrerà tutti interi e « invecchiati » in una cabina, e se ne uscirà ringiovaniti ?
Qual è la natura del « trattamento » che si subirà nella cabina ?
È forse nella direzione di un campo magnetico che occorrerà cercare ? Sogno eterno ?

Eterno io non credo. L'Uomo coltiva da sempre nella sua testa dei sogni immaginari che finiranno, con il tempo, per divenire realtà. Ma, ancora una volta, lasciamo al domani ciò che gli appartiene.
Tratto da “il TUTTO”, libro del fisico J. E. Charon – Ediz. Mediterranee

Ma il problema numero uno per la Vita e’ duplicare la memoria, per accrescere la CoScienza anche utilizzando le Vere Medicine Olistiche.....- questo argomento continua in:
Parte 1  +  Parte 2  +  PsicoBioFisica

Come ben canta Renato Zero nella Canzone: "La Vita e' un Dono" !! e percio' LA rigraziamo !
vedi anche: Sintesi e significato della Vita

E’ possibile che una specie aliena abbia manipolato la vita preesistente sul pianeta per creare l’uomo moderno ?
Buchi neri dell'Universo simili a quelli atomici - vedi PDF studio-ricerca di fisici